Attività culturali, di animazione territoriale e collaborazione civica con particolare riferimento ai giovani e al fenomeno delle nuove povertà

Descrizione dell'intervento

Il progetto prevede le seguenti macro azioni:
1) Implementazione del lavoro di comunità a livello di quartiere:
co-progettazione tra istituzioni e soggetti del territorio di percorsi di accompagnamento a favore di soggetti fragili;
attivazione e cura delle reti di supporto informali. (target di riferimento: associazioni portartici di idee meritevoli, utenza fragile, cittadini e users delle aree bersaglio).
L’azione fornisce l’impianto organizzativo che consente di implementare e potenziare l'animazione della comunità e la creazione e la cura delle reti.
Questa linea prevede anche la semplificazione delle procedure per incentivare le proposte del territorio ai Quartieri, la comunicazione reciproca e l'impegno a sostenere l'avvio delle soluzioni che la comunità vorrà mettere in campo. Il processo si sta realizzando tramite i laboratori di quartiere, il cui obiettivo generale è quello di creare spazi di prossimità e processi di collaborazione concreti e stabili. Per il 2017 si prevede di definire le “vocazioni” degli edifici individuati per la riqualificazione tramite i fondi PON Metro e la co-progettazione delle azioni di inclusione e innovazione sociale, in relazione anche, ma non solo, agli edifici. All’interno di ogni quartiere opera un team composto da diversi ruoli e competenze e che attua un coordinamento politico e organizzativo. È stata inoltre prevista una sotto-unità operativa di coordinamento del lavoro di comunità e gestione delle reti. A livello centrale i laboratori sono coordinati da Urban Center - Ufficio per l’immaginazione civica e supportati da un team multidisciplinare composto da ricercatori universitari, educatori e facilitatori.
Le fasi del processo sono le seguenti:
- definizione, da parte dei team di quartiere, delle aree oggetto di intervento, in base alle segnalazioni del percorso "Collaborare è Bologna", alle criticità socio-demografiche e agli investimenti previsti;
- incontri con i “corpi intermedi” (organizzazioni civili, associazioni, realtà attive nel territorio, …) per condividere lo scenario, presentare le aree oggetto di interventi e raccogliere proposte, idee, suggestioni, problemi (analisi SWOT);
- incontri aperti alla cittadinanza: ulteriore raccolta di spunti, condivisione e ampliamento dello scenario;
- co-progettazione per la definizione operativa delle azioni sulla base di quanto emerso nelle fasi precedenti.
All’interno di questo processo si è inserito il percorso relativo ai piani di zona che, in accordo con la Regione, sono stati elaborati all’interno di percorsi partecipati. In esito a tali percorsi sarà anche elaborato un appalto per l’acquisto di servizi a sostegno e rinforzo del lavoro di comunità e delle esigenze principali emerse nei tavoli di lavoro.
2) Laboratori urbani, start up, attività di innovazione ed inclusione sociale in aree degradate e presso le strutture qualificate grazie all'asse 4
Alcuni interventi saranno co-progettati in esito alle consultazioni nei laboratori di quartiere, mentre altri saranno indipendenti a questo percorso (ma comunque complementari ed integrate alle azioni dei quartieri) in quanto frutto di analisi precedenti ed in risposta a bisogni emergenti ed urgenti. Gli interventi possono supportare le imprese sociali già esistenti o favorire azioni innovative; legarsi in maniera diretta e funzionale alla riqualificazione degli edifici, presso cui verrà individuata la sede fisica per l’implementazione di progetti innovativi, o avere una connotazione più diffusa e capillare a livello territoriale. Gli edifici che ospiteranno le attività di innovazione sociale sono elencati nella scheda progetto BO4.2.1a: sono 11 edifici scelti in base agli esiti di una consultazione pubblica (percorso “Collaborare è Bologna”), collocati aree degradate (vedi le Mappe della Fragilità elaborate dal Comune di Bologna) e le cui vocazioni d’uso (sempre in tema di innovazione ed inclusione sociale) hanno preso forma e sono state più dettagliatamente definite in sede di co-progettazione a livello di Quartiere (vedi i “Laboratori di Quartiere” sopra citati e il “REPORT completo edifici PON Metro”).
Si elencano di seguito le principali categorie di azione, divise in base al target e/o al contenuto progettuale.
2a) Iniziative per i giovani e famiglie a rischio fragilità e devianza: educativa di strada e laboratori
Questa azione fornisce una prima risposta ai problemi dei quartieri per quanto riguarda le aree più degradate e a rischio esclusione. In base alle consultazioni di quartiere ed in esito ai percorsi dei piani di zonasi andranno a definire interventi ulteriori frutto della costante coprogettazione pubblico-privato, favorita dai processi di collaborazione stabili, implementati grazie all’azione 1. Si prevedono azioni di contatto, messe in atto da operatori formati, in luoghi di vita (scuole, piazze, aree verdi, centri di aggregazione, locali notturni, bar ecc.) per raggiungere gruppi di adolescenti che possono mettere in atto comportamenti a rischio e che difficilmente entrerebbero in contatto in altro modo con i servizi. Le azioni di educativa di strada verranno attivate in alcuni territori che presentano forme di particolare disagio ed individuate grazie al confronto con i quartieri ed in base agli esiti dei laboratori sopra descritti. Si prevedono inoltre azioni di supporto al lavoro di comunità e laboratori, costruiti e progettati insieme ai ragazzi che consentano di sperimentare percorsi di cittadinanza attiva per lo sviluppo e l'animazione del territorio. Tali attività potranno svolgersi anche nei contenitori riqualificati grazie alle azioni dell'asse 4.
2b) Creazione di eventi, laboratori e start up rivolti a soggetti particolarmente fragili (grave marginalità adulta, giovani LGBT e giovani provenienti da percorsi di esecuzione penale o percorsi migratori falliti).
Nella città di Bologna sono già presenti tre spazi (Lab e-20; Belle-Trame; Happy Center) volti a favorire la costruzione di una rete relazionale significativa che concorra al superamento della condizione di marginalità e di esclusione sociale. In questi spazi vengono svolte, da cittadini esposti a marginalità ed esclusione, attività utili alla comunità e alla valorizzazione del territorio locale. Con il contributo del PON Metro tali attività verranno stabilizzate ed ampliate, favorendo attività volte alla partecipazione attiva delle persone più escluse nelle decisioni collettive, attraverso la collaborazione di cittadini residenti nei territori. Si tratta di laboratori di idee in cui i partecipanti producono beni, materiali e non, a favore della collettività. Fra questi verranno selezionati progetti che potranno esordire in start-up imprenditoriali.
L’avvio di start-up e imprese sociali sarà reso possibile anche grazie alle azioni di riqualificazione perviste nell’Asse 4. All’interno di questo contenitore, si prevede inoltre di attivare attività motorie e sportive di prevenzione primaria a favore di persone svantaggiate all'interno del circuito delle palestre popolari. A Bologna è già presente una palestra popolare (Acquablu) presso lo spazio Belletrame. Questa parte di progetto è attuata mediante Accordo tra Pubbliche Amministrazioni ex art. 15, legge n. 241/1990 e s.m.i., tra Comune di Bologna e ASP Città di Bologna. ASP emette bandi di gara per la selezione del fornitore di servizi. ASP ha già effettuato una prima procedura negoziata, ai sensi dell’art. 36 comma 2 lett. c) del d.lgs. 50/2016, per l’affidamento di “Laboratori urbani di comunità, per attività di inclusione sociale rivolti alla popolazione con e senza dimora e di un servizio di progettazione e realizzazione di attività culturali che promuovano eventi di inclusione sociale”, con decorrenza dal 1^ luglio.
Questa gara prevede un contratto di 6 mesi; i laboratori verranno in seguito messi nuovamente a gara per un periodo triennale, insieme a tutti gli altri servizi per il grave disagio adulto.
2c) Progetti di innovazione sociale presso edifici riqualificati tramite interventi FESR – asse 4 azione 4.2.1. (Con particolare riferimento al Centro Bacchelli; Quartiere Borgo – Reno).


Città

Bologna

Codice Progetto

BO3.3.1.a

Azione

Azione 3.3.1

Soggetto attuatore

ASP Città di Bologna

Codice Unico Progetto - CUP

F39J16001110007

R.U.P.

Mimmi Maria Adele

Data inizio

01-09-2016

Data fine

30-12-2022

Avanzamento finanziario

Importo Programmato

€ 1.864.908,00

Importo Ammesso A Finanziamento

€ 1.864.908,00

Importo Giuridicamente Vincolante

€ 798.000,00

Importo Erogato

€ 291.778,00

Photogallery

Videogallery

Documentazione

Video "Laboratori al centro"