La nuova mobilità delle città metropolitane

Negli ultimi anni sono notevolmente aumentate le iniziative delle città a favore della nuova mobilità: piani di mobilità sostenibile (Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile), interventi infrastrutturali (es. piste ciclabili, colonnine di ricarica elettrica), aggiunta di nuovi servizi (es. bike e car sharing), incentivi alla mobilità sostenibile (sosta gratuita per le auto elettriche, Zona 30, ecc.). Al fine di programmare nel migliore dei modi la mobilità del futuro, le città stanno effettuando un notevole sforzo a livello programmatico attraverso l’elaborazione dei Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile (PUMS). Questi “si basano sugli strumenti di pianificazione esistenti e tengono in debita considerazione i principi di integrazione, partecipazione e valutazione per soddisfare, oggi e domani, le necessità di mobilità delle persone e delle merci con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita nelle città e nei loro dintorni” (Osservatorio PUMS).

Come evidenziato in Figura 1, allo stato in 7 delle 14 città metropolitane il PUMS è in fase di redazione, in 5 città è stato adottato, ed in 2 di queste è stato approvato. Per quanto riguarda gli interventi infrastrutturali compiuti dalle città per migliorare il livello e l’efficienza della mobilità urbana, si riscontra una importante crescita della ciclabilità. La Figura 2 sottolinea i notevoli progressi compiuti: i km di pista ciclabile nelle 14 città metropolitane sono aumentati di oltre il 16% dal 2014 al 2018.

Figura 1: PUMS

Relativamente al tema della mobilità ciclabile, da segnalare gli interventi – già completati – finanziati dal PON Metro nelle città di Milano (“Itinerario ciclabile Solari Tortona”), Roma, dove il “Piano Ciclabilità“, con particolare riferimento alle ciclabili Tuscolana e Nomentana, mira a ricucire e completare la rete esistente, Venezia (“Collegamenti casa-scuola più sicuri e accessibili per ciclisti e pedoni” e “Pista ciclabile su ex linea ferroviaria Venezia-Trento”) e Catania, dove il progetto “Completamento e funzionalizzazione della rete ciclabile cittadina – Pista Ciclabile Librino” ha come obiettivo complementare la riqualificazione e la sostenibilità ambientale dell’area. Molto attiva la città di Torino, che conta tre progetti – attualmente in corso – di ampliamento della rete ciclabile cittadina (“Riqualificazione dell’asse di via Nizza e ciclopista”, “Realizzazione collegamento ciclabile tratto Parco Spina 3 – Parco Pellerina verso quadrante nord”, “Realizzazione pista ciclabile viale dei Partigiani – via Denina – lungo Dora Siena ovest”). A Firenze, il progetto “Estensione e potenziamento della rete ciclabile di Firenze” punta a incrementare gli attuali 90 km di piste e percorsi ciclabili per raggiungere l’estensione complessiva di oltre 110 km.

Le iniziative delle città sono state rivolte anche allo sviluppo della mobilità elettrica, ambito in cui il risultato positivo degli sforzi compiuti è ancor più visibile: il numero di colonnine elettriche nelle 14 città metropolitane è aumentato del 92,4% dal 2014 al 2018.

Figura 2: Km pista ciclabile

Figura 3: N° di colonnine elettriche

Vanno inoltre citati i progetti del PON Metro finalizzati al rinnovamento e al potenziamento tecnologico delle flotte del Trasporto Pubblico Locale. Napoli, Reggio Calabria, Messina, Catania e Bari sono le cinque città nelle quali gli interventi sono stati già completati. Queste azioni rispondono al duplice obiettivo di fornire un servizio qualitativamente migliore ai cittadini grazie a mezzi di trasporto più moderni (ad esempio attraverso l’implementazione di tecnologie di bordo avanzate) e, allo stesso tempo, di contribuire a ridurre il livello di inquinamento atmosferico grazie a mezzi elettrici e a metano.
Oltre alle fasi di programmazione ed effettivo intervento a livello infrastrutturale, le città stanno contestualmente ampliando il ventaglio di servizi da offrire ai cittadini, anche grazie ad una crescente completezza dell’offerta. Uno degli aspetti principali in questo ambito è senza dubbio la sharing mobility (car, scooter e bike sharing). Il car sharing ad esempio, come sottolineato in Figura 4, è diventato ormai un punto fermo per la quasi totalità delle 14 città metropolitane. Non cresce solamente il numero di città che aprono al car sharing (+30% rispetto al 2013), ma aumenta anche la flotta di veicoli messi a disposizione per il servizio. Come evidenziato in figura 5, il numero di auto in sharing è più che raddoppiato nell’arco di cinque anni, +110% dal 2014 al 2018.

Figura 4: Presenza del Car Sharing

Figura 5: N° auto in sharing

Analogo trend si registra per il bike sharing: il numero di biciclette è cresciuto notevolmente, conquistando nuove aree delle città, come sottolineato in Figura 6. In questo numero sono compresi sia i servizi tradizionali con stallo, sia i nuovi servizi cosiddetti a flusso libero, ecc. ecc. In questo ambito, significativo lo sforzo di Milano attraverso il progetto finanziato dal PON Metro “Aree per la Mobilità Ciclabile”. L’obiettivo è la realizzazione di 28 nuove stazioni bike sharing e l’ampliamento di 7 stazioni esistenti, garantendo accessibilità e capillarità del servizio.

Figura 6: N° biciclette in sharing x 10mila abitanti

Da citare anche il progetto finanziato dal PON Metro a CagliariOpere di rammagliatura delle piste esistenti, realizzazione di due velostazioni e rafforzamento del Bike Sharing”.

Affinché la mobilità alternativa e sostenibile entri sempre di più nelle abitudini e nelle scelte dei cittadini, occorre che le città forniscano stimoli e incentivi alla loro diffusione. Ad esempio, in 11 città su 14 è prevista la sosta gratuita per le auto elettriche. Notevoli passi in avanti anche sul tema delle Zone 30, aree della rete stradale urbana dove il limite di velocità è inferiore a quanto previsto dal codice stradale e consente una più facile coesistenza di auto, pedoni e biciclette. Come si evince dalla Figura 8, il fenomeno, che nel 2014 era allo stato embrionale, si sta decisamente allargando, essendo presente in metà delle città metropolitane. Relativamente alle Zone 30, da citare il progetto finanziato dal PON Metro a BariPercorsi Ciclabili”, che mira a rendere Bari una città a misura di ciclista ridefinendo la gerarchia degli assi stradali.

Figura 7: Sosta gratuita per auto elettriche

Figura 8: Città con Zone 30

Il cambiamento degli stili di mobilità dei cittadini

Gli interventi e gli sforzi delle città nella mobilità hanno nel tempo attivato un graduale processo di cambiamento culturale e degli stili di mobilità. Nelle grandi città si evidenziano due trend ben definiti tra loro correlati: la crescita della domanda di mobilità sostenibile e la diminuzione del ricorso alle auto private. Le motivazioni che guidano questa evoluzione nelle scelte dei cittadini sono molteplici: il crescente livello di traffico urbano, la spinta, ormai globale, alla riduzione dell’inquinamento, e la crescente attenzione delle città, come visto in precedenza, sui servizi della mobilità alternativa e sostenibile. Ad esempio, come si evince in Figura 9, è interessante sottolineare che il numero dei passeggeri trasportati dal TPL è in media molto alto, in particolare nelle città più grandi. Senza considerare il caso peculiare di Venezia, a guidare questa speciale classifica sono Milano e Roma, seguite da Bologna e Torino.

Figura 9: Passeggeri trasportati dal TPL nei comuni metropolitani per abitante

Il cambiamento negli stili di mobilità è evidente anche nella riduzione di oltre il 5% del numero di auto circolanti nelle 14 Città Metropolitane dal 2000 al 2018 (Figura 10). Un altro elemento a favore della mobilità sostenibile è l’aumento del parco veicolare non inquinante: dal 2015 al 2018, come evidenzia la Figura 11, si è registrato un incremento del 168%.

Figura 10: N° auto circolanti

Figura 11: Parco veicolare non inquinante

I servizi digitali a misura di utente

Una delle determinanti del maggior utilizzo della mobilità sostenibile è rappresentata dalla progressiva digitalizzazione dei servizi rivolti agli utenti, che ne ha aumentato le potenzialità: trovare più facilmente i veicoli in sharing su una mappa, rintracciare le fermate autobus e metro più vicine, calcolare il percorso anche sulla base delle condizioni del traffico in tempo reale, ecc. Tutto ciò rende più facile l’organizzazione del tempo al cittadino.

La diffusione dei servizi digitali non riguarda solamente il trasporto pubblico (dove l’ammodernamento delle tecnologie di bordo consente l’erogazione di servizi tempestivi ed immediati), ma anche quello privato. Notoriamente nelle grandi città ci sono sempre state grandi difficoltà nella ricerca del parcheggio e nella gestione dei flussi di traffico nelle zone di accesso limitato.

Proprio per questo motivo, è importante sottolineare quanto le città abbiano sviluppato servizi digitali nei vari ambiti. Ad esempio, come sottolinea la Figura 12, le città metropolitane sono ad un buon livello di sviluppo e diffusione di servizi digitali, volti a fornire ai cittadini un servizio più semplice, rapido e efficiente.

Figura 12: Servizi digitali nel trasporto pubblico e privato

Nove città su quattordici dispongono di un’App dalla quale poter acquistare l’abbonamento per il trasporto pubblico locale. Sono invece 12 le città in cui è presente un travel planner e altrettante quelle in cui è possibile effettuare il pagamento elettronico delle aree di sosta e di accesso alle Zone a Traffico Limitato.

Un ulteriore elemento di innovazione è dato dal fatto che i sistemi cominciano ad essere pensati non solamente per gli abitanti ma anche per gli altri city user, tipicamente i turisti, anche coloro che visitano la città per poche ore. Lo sviluppo della tecnologia consente di poter usufruire dei servizi di mobilità e trasporto urbano in tempo reale, con un semplice clic sullo smartphone. In 6 città su 14 i sistemi di mobilità sono estesi anche ai turisti.

Figura 13: Estensione dei sistemi di mobilità ai turisti nelle città metropolitane

Da citare in ambito PON Metro il progetto “Smart Mobility” implementato a Bari, finalizzato alla realizzazione di un sistema digitale multiservizio per la mobilità. Il sistema integrerà servizi per l’emissione di biglietti TPL, per l’emissione dei ticket per la sosta tariffata nei parcheggi, nonché per l’erogazione di pass per l’accesso e la sosta in ZTL.

Importante anche l’iniziativa sviluppata a Venezia tramite il progetto “Gestione integrata della mobilità – ztl, smart parking …”, che punta a realizzare un sistema per la gestione innovativa dei parcheggi attraverso l’identificazione degli stalli, la rilevazione degli spazi liberi, il sistema di pagamento (anche tramite App), nonché il controllo della sosta, delle ZTL e la verifica delle targhe in transito.

A Firenze, il progetto “Implementazione dei sistemi infotelematici per la comunicazione e l’utilizzo dei dati di output prodotti dal Supervisore della Mobilità” ha come obiettivo l’ampliamento del sistema dei pannelli informativi installati sulla viabilità cittadina per fornire in tempo reale informazioni sulla mobilità urbana e, allo stesso tempo, lo sviluppo di una App per la creazione e la gestione della community degli utenti del sistema della mobilità cittadina.

Alcuni servizi di infomobilità rientrano in più ampi progetti dedicati alla gestione e al controllo della mobilità urbana, come il progetto “Sistema di infomobilità di area vasta” a Messina e l’iniziativa “Piattaforma ITS – Mobilità urbana sostenibile” a Reggio Calabria, che saranno di seguito citati.

L’erogazione dei servizi digitali è favorita dalle iniziative sul controllo della mobilità urbana, nate con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza delle Amministrazioni rispetto al servizio fornito per erogarne uno più adeguato alle esigenze dei cittadini.

Nell’ambito del PON Metro sono molti i progetti rivolti alla gestione integrata della mobilità urbana, anche attraverso l’utilizzo di piattaforme di integrazione dati e sistemi di sensoristica attiva in grado di fornire informazioni real-time al cittadino.

Sul piano dell’infomobilità, da citare i progetti in corso a Roma (“Infomobilità e sistemi di trasporto intelligenti” che punta a implementare l’infrastruttura di connessione dati e videosorveglianza e a realizzare una nuova piattaforma di integrazione Banche Dati per contribuire alla riduzione del traffico, all’aumento della velocità commerciale del TPL e a favorire lo shift verso modalità di trasporto sostenibili) e a Messina (“Sistema di infomobilità di area vasta”, in grado di fornire informazioni in tempo reale sulle condizioni di circolazione: orari di arrivo e di partenza degli autobus ed eventuali ritardi).

In questo ambito, importante anche il progetto “Centrale Unica della Mobilità” di Catania, che verrà realizzata partendo dai sistemi tecnologici e organizzativi già presenti nella città ed appartenenti alla amministrazione comunale, tra cui: Sistema di gestione e controllo della semaforizzazione, Sistema di monitoraggio della qualità dell’aria in ambito urbano e Sistema di controllo dei varchi della ZTL.

Numerosi anche i progetti finanziati dal PON Metro legati a una gestione maggiormente integrata nell’ottica di una vera Smart City. A Firenze, l’attivazione di una “Smart City Control Room” attraverso l’omonimo progetto è indicata come elemento centrale della strategia di miglioramento della mobilità nell’area metropolitana. Nella Control Room convergeranno tutte le attività relative per la gestione informatizzata della mobilità. Analoga iniziativa a Venezia con il progetto “Smart Control Room”, che gestisce le informazioni raccolte tramite le diverse reti del trasporto pubblico locale, i sistemi di videosorveglianza del traffico, la rete semaforica e il monitoraggio della mobilità pedonale.

A Reggio Calabria, il progetto “Piattaforma ITS – Mobilità urbana sostenibile” raccoglie tutte le istanze della gestione della mobilità urbana, essendo suddiviso in cinque moduli: Centrale di Controllo della Mobilità, Modulo per il controllo degli accessi, della sosta ed enforcement, Modulo per il controllo e gestione del traffico e degli impianti semaforici, Modulo gestione e controllo TPL e Bigliettazione Elettronica, Modulo di Infomobilità.

A Torino, il progetto “Realizzazione di una piattaforma per la gestione integrata dei diritti di mobilità delle persone e delle merci” consentirà all’amministrazione di governare in modo flessibile e dinamico la domanda di mobilità; inoltre, il progetto “Evoluzione Centrale del Traffico e Controllo Semaforico con priorità al mezzo pubblico, smart roads e sensoristica innovativa” ha l’obiettivo strategico di estendere il numero di linee di trasporto pubblico che beneficiano della priorità semaforica agli incroci semaforizzati, al fine di migliorare velocità commerciale, efficacia ed efficienza del trasporto pubblico.

A Napoli, i progetti “Infrastrutture e tecnologie intelligenti per la gestione dei flussi di traffico – Semafori” e “Infrastrutture e tecnologie intelligenti per la gestione dei flussi di traffico – Gallerie” consentirà due tipologie di attività: l’acquisizione di dati sul traffico in tempo reale e la pianificazione attraverso uno strumento integrato nel sistema di centralizzazione semaforica.